Cos’è la fritta, il materiale di base di tutti gli smalti ceramici

Il materiale di base di tutti gli smalti ceramici è costituito dalla “fritta”, ovvero una miscela di silice e minerali che apportano ossidi. Si prepara fondendo i componenti, che raffreddati rapidamente si frantumano in granelle di piccole dimensioni.
La formulazione della fritta determina le caratteristiche fisiche, chimiche e meccaniche dello smalto.

Il componente principale della fritta è la silice, che viene combinata con altre materie prime per essere fusa a temperature accettabili. In genere si combinano diversi tipi di minerali, che apportano ossidi con effetto opacizzante e colorante, con agenti in grado di aumentare le proprietà di adesione dello smalto.
Lo smalto si può rendere opaco con ossidi di stagno o di titanio, fluoruro di sodio o fosfato di calcio; per la colorazione si aggiungono alla fritta ossidi di cobalto per i blu, ossidi di manganese e cobalto per i violetti, ossidi di stagno per i bianchi, ossidi di ferro e uranio per le cromie gialle.

Le fritte sono prodotte fondendo le materie prime in forni fusori che lavorano a temperature di 1000-1450°C. La miscela fusa viene sottoposta ad un brusco raffreddamento con l’ausilio dell’acqua e di appositi cilindri che producono scaglie vitree dello spessore di circa un millimetro. La fritta ridotta in scaglie viene poi macinata in appositi mulini a secco per ottenere polvere elettrostatica, oppure sciolta in sospensione acquosa per ottenere smalto allo stato liquido.

La formulazione della fritta determina la composizione chimica dello smalto e quindi le sue caratteristiche fisiche, chimiche e meccaniche. È fondamentale che la fritta presenti il giusto coefficiente di dilatazione e la capacità di aderire in modo permanente al metallo, oltre a garantire un rivestimento senza difetti anche con colori e finiture dagli effetti particolari.
La composizione chimica della fritta deve essere appropriata anche alla temperatura di cottura dello smalto, che cambia in funzione della superficie metallica dell’oggetto da smaltare; si passa da 540°C per l’alluminio per arrivare a 900°C necessari per la ghisa a spolvero o acciai speciali.
Esiste una notevole varietà di fritte con caratteristiche chimiche, fisiche e meccaniche differenti, e si possono dividere in quattro categorie:

  • Fritte fondenti per gli smalti di fondo, che devono offrire grande aderenza.
  • Fritte per gli smalti di copertura, molto resistenti. Possono essere trasparenti, semiopache o bianche, con superfici lucide o opache.
  • Fritte per smalti diretti, con una sola applicazione e una cottura. Possiedono aderenza, resistenza e sono colorate in toni scuri o grigi.
  • Fritte per applicazioni tecniche, come smalti conduttivi, resistori, leganti per refrattari.


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